Per credenti e non. Una lectio di Don Carlo Stanzial sul capitolo 5 della Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV: La cultura della potenza e la civiltà dell'amore.
L'espressione «civiltà dell'amore» è stata coniata e usata per la prima volta da Papa Paolo VI il 17 maggio 1970, giorno della Pentecoste e della mia ordinazione.
«E per quanto possa sembrare strano, la Pentecoste è altresì un avvenimento che interessa anche il mondo profano. Scaturisce da essa se non altro una nuova sociologia, quella penetrata dai valori dello spirito, quella che descrive la gerarchia dei valori, e si polarizza verso i veri e più alti destini umani, quella che ha il senso della dignità della persona umana e del costume civile, quella specialmente che tende risolutamente a superare le divisioni ed i conflitti fra gli uomini, e a fare dell'umanità una sola famiglia di figli di Dio, liberi e fratelli. Ricordiamo come simbolo ed inizio di questa difficile storia il miracolo delle lingue diverse, rese dallo Spirito a tutti comprensibili. È la civiltà dell'amore e della pace, che la Pentecoste ha inaugurato; e tutti sappiamo se ancor oggi di amore e di pace abbia bisogno il mondo!» Paolo VI
L'intuizione di Paolo VI. Il Papa Montini affermò che lo Spirito Santo ha inaugurato una civiltà basata sull'amore e sulla pace, in un mondo stanco di guerre, violenze, lotte sociali e terrorismo.
Un dovere, non un sogno. Nelle sue catechesi e nei discorsi successivi (come nel messaggio di fine anno del 1975), Paolo VI ribadì che gli ideali umani e cristiani non sono semplici utopie, ma precisi doveri morali che spingono all'impegno concreto.
Valori fondamentali. Questa civiltà si fonda:
Leone XIV costruisce il capitolo su due logiche opposte: Babele e Gerusalemme. Questa è la diagnosi di come stiamo scivolando.
Il punto più forte: al n. 192 Leone XIV dichiara superata la teoria della guerra giusta. Scrive che è stata «troppo spesso invocata per giustificare qualsiasi guerra».
Perché superata? Perché con l'IA e le armi autonome la guerra diventa più «praticabile»: meno soggetta a controllo umano, più rapida, più impersonale, e abbassa la soglia morale per iniziare un conflitto.
La logica della potenza dice: se posso farlo tecnicamente, posso farlo moralmente. È la sindrome di Babele.
Qui è nettissimo:
Chiede regole internazionali vincolanti sulle armi autonome. Altrimenti è «automazione della morte» e «deresponsabilizzazione etica».
Critica quel cinismo geopolitico che dice «così va il mondo, bisogna essere realisti». Per Leone XIV non è realismo: è rassegnazione alla legge del più forte.
Costruire il regno di Dio. Non è utopia: è il programma pratico basato su otto punti.
1 Corinzi 3,10
«Il Verbo si è fatto carne… ed è venuto ad abitare tra noi» (Gv 1). È l'invito a contemplare nel volto del Figlio una magnifica umanità che illumina anche il tempo dell'IA.
In Cristo contemplare che l'uomo è chiamato a collaborare nell'opera della creazione… La dignità che lo Spirito Santo scolpisce in ciascuno di noi si riconosce anche nella capacità di riflettere criticamente, di scegliere e di amare gratuitamente, di entrare in relazioni autentiche…
La spiritualità del saggio architetto (1 Corinzi 3,10):
Guardando al domani: Neemia. La nuova Gerusalemme discende verso di noi come dono per tutto il popolo di Dio.
Con la stessa fede di Maria diventiamo tessitori di speranza nel nostro mondo, condividendo ciò che siamo e ciò che abbiamo, così che la presenza di Cristo cresca in mezzo a noi e prenda forma il suo Regno.
Nella fedeltà umile di ogni giorno, anche il tempo dell'IA può diventare un passaggio in cui lo Spirito fa maturare la civiltà dell'amore nella nostra vita…
Quanto tempo voglio dedicare al Signore: quando e dove. È sempre meglio metterlo in calendario e non lasciarlo al caso.
Suggerimento: per tutto ottobre prendere un tempo settimanale, meglio se non da soli, e ripercorrere i quattro giorni passati insieme.
Ripercorri le tappe di questi esercizi, in modo che la ricchezza che il Signore ci ha dato in questi giorni possa radicarsi in noi e portare frutto.
Per approfondire: Nuova Umanità XXV, n. 149, pp. 595-620 — Paolo VI e la costruzione della Civiltà dell'amore, di Mario Toso.